La Via di Fuga

La miglior via di fuga è sempre attraverso...

Chi sono

Utente: Bassotuba75
Io sono quella che non ce la faccio. Io sono stanca, anzi, stanchissima. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no. Io sono esaurita. Sono scarica. Sembro viva, ma sono morta. Oppure no. (Paolo Nori)
Sbattezzamoci con l'UAAR

Libri


www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di bassotuba75. Crea il tuo badge qui.
Silvio c’è… ma a me me lo puppa!




Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 30 giugno 2009

Latito.

Ma non solo dal blog, anche dalla vita.
Più il tempo passa più somiglio alla me stessa bambina, quella che stava zitta e osservava le persone, ne seguiva i discorsi, sorrideva impercettibilmente quando veniva colpita da certe frasi, o da certi dettagli.
I dettagli sono la cosa più importante, secondo me. Aiutano chi non ha memoria a non impazzire, a trovare la strada, a riconoscere gli altri. Non saprei mai fornire una descrizione attendibile di nessuno, neanche delle persone più care. Il mondo è fatto di dettagli, esattamente come gli esseri umani.
Me le immagino le domande di un potenziale sbirro "forza ci dica come aveva gli occhi". E che ne so io. E' possibile mi ricordi le rughe intorno agli occhi, mi restano impresse soprattutto quelle nell'angolo esterno, in genere sono due e vanno una in su e una in giù. Così gli occhi sembrano dei piccoli pesciolini che si dibattono ad ogni espressione della persona. Aiutano i pesciolini? No, lo sapevo.
Le mani mi restano impresse, si. Ma noto solo con quale forza si imprimono nel mondo. Certe persone si aggrappano con le mani a qualsiasi superficie trovino, come se allentando la presa su un solo bicchiere d'acqua rischiassero di perdersi in chissà quale altra dimensione. Altre invece sfiorano le cose con delicatezza, pare abbiamo paura di rompere tutto, anche se sfiorano un muro, lo fanno quasi chiedendo scusa. E poi ci sono le mani di quelli che ci vedono benissimo, ma si comportano come ciechi. Questo lo noti soprattutto quando le persone non sanno di essere osservate e gli cammini dietro. Camminano, pensano a chissà che e nel frattempo le loro mani sfiorano tutto quello che gli occhi registrano. Muri, foglie, portiere di auto. Credo non si fidino della vista. Cercano conferme. Credo. Io almeno cerco di capire se tutto questo esiste.

"Ma non hai mai niente da dire?" è la frase che mi è stata rivolta più spesso, e io mi limitavo a guardarli di sotto in sù e fare un sorriso che per me voleva dire tutto, per loro non so. E neanche importa.
No, a dire il vero non ho nulla da dire, perchè tutto quello che potrei dire lo dirà qualcun'altro, prima o poi. Basta aspettare. E faccio già una gran fatica a tenere insieme tutto quello che arriva alla testa. Colori, paesaggi, espressioni, parole, odori. Quello che esiste da una parte e quello che "potrebbe essere" dall'altra. Faccio una fatica bestia a discriminare quello che accade veramente da quello che immagino possa succedere. Uno strascico autonomo del gioco "facciamo che" che usano i bimbi. Anche camminare sotto un portico è troppo lungo da descrivere. Ci sarebbe da dire cosa sta succedendo veramente e cosa potrebbe implicare ogni singola cosa che vedo. Ci sono talmente tante cose da stare a guardare che non trovo più il tempo di aprire bocca per dire nulla. Anzi, bisogna concentrarsi bene per non lasciarsi sfuggire il senso delle cose.

L'unico momento in cui mi rendo conto che esiste un solo mondo è quando leggo. Leggere è venire trascinati a forza dentro una storia in cui piano piano affiorano particolari. La stanza in cui si muove il protagonista, la sua voce. Diventi partecipe dei suoi stati d'animo e non esiste altro mondo che quello. Forse è per quello che leggere è rilassante. Puoi per un attimo spegnere le antenne che captano il mondo esterno e lasciarti guidare. E poi nessun libro ti guarda mai curioso come a dire "eh ma non hai niente da dire?".

No, non ho niente da dire. E lo so che in questo periodo vengo percepita come più strana del solito. Eppure a me pare normale stare in mezzo ad altre persone e comportarmi come fossi trasparente. Vedo, osservo, penso. Ma non è contemplato che io partecipi attivamente. Certo se mi rivorgi la parola sono obbligata a rispondere, e quanta fatica costa. Significa buttare giù in fretta e furia dal tavolo tutte le carte che fanno parte dei mille mondi del "facciamo che" e lasciare solo quelle reali. Quelle che l'altro può ritenere coerenti con la realtà circostante.

No, non ho niente da dire. Neanche quelle poche volte che mi servirebbe dire qualcosa. Invece taccio volontariamente, perchè so che verrebbe fuori qualcosa legato al ragionamento del "facciamo che", e non al mondo reale. Non posso farti una domanda partendo dalla fine delle mie libere associazioni, giusto? Rischierei di sembrare pazza. Eppure sarebbe il modo più coerente. Ma dovrei prima spiegarti tutto un mondo. E allora meglio tacere. 

postato da: Bassotuba75 alle ore 16:48 | link | commenti (6)
categorie: me , parlando fra io e me
mercoledì, 10 giugno 2009

Stamattina ho aperto faccialibro e ho trovato un commento a questo video. Commento che considero importante e degno di nota.

Andiamo con ordine.
Questo video mostra la vicenda Berlusconi - feste stile "Scarface" nella sua villa in Sardegna. Naturalmente è il video di un tg spagnolo, che noi qui in Cina Italia non lo possiamo certo mandare in onda. Qui da noi è proibita l'informazione che fa male al re, che lede la sua immagine, che provoca pessimismo. Noi, che siamo l'orgoglio di Orwell, vogliamo solo programmi, spot, libri e giornali che ci facciano stare bene, che ci infondano ottimismo e ci facciano sentire fieri di essere italiani.
Per questo benediciamo la sacra arte della censura che non fa arrivare i film più interessanti nelle nostre sale, anche se la proiezione magari era stata già programmata; non vogliamo certo vedere nelle nostre librerie scrittori che se la prendono con il nostro premier, per di più stranieri, ma via.

Tanto sono interessanti il video e l'articolo di El Pais, quanto patetiche le pseudo-giustificazioni del premier stesso circa questa vicenda: dal dire che Noemi è vergine, e certo non ne dubitiamo considerando quanti orifizi esistano in un corpo umano, all'accusare la stampa estera nel più svariati modi. Adesso per esempio è saltata fuori la storia delle tasse...

Il premier naturalmente grida allo scandalo, alla violazione della privacy e promette denunce random.
Sembra facile sentire le notizie e schierarsi da una parte o dall'altra, giusto? Anche il direttore del tg spagnolo ha detto chiaramente che loro fanno informazione, è un loro dovere (attenzione ha detto dovere non diritto) informare i cittadini sulla realtà dei fatti. Aggiunge poi che se, a conoscenza dei fatti, lo si vuole votare lo stesso va bene, benissimo. Quella è libera scelta. Ma appunto basata sulla conoscenza di quello che in realtà è, e non su quello che ci vogliono far credere che sia.

In questo passaggio io mi son bloccata, lo ammetto, povera scemina italiana che resta a bocca aperta di fronte alle teorie dei popoli civili e progrediti. Li guardo affascinata e penso che un giorno lontano anche noi avremo un mondo così. Forse non io, forse non i miei figli, ma i mie bisnipoti forse potranno dire a testa alta: io sono italiano! Abbiamo un passato nero, siamo stati un paese del terzo mondo, senza diritti e senza libertà di espressione, xenofobo e fascista, ma ci siamo piano piano risvegliati.
Pensa se fossimo in un paese come la Spagna, dove si afferma così chiaramente che per correttezza uno ha a disposizione la verità (che bella parola, lasciatemela scrivere spesso) poi, in coscienza decide. Anche una decisione sbagliata sia chiaro, però come dire, nata da presupposti giusti.

D'altra parte non possiamo avere tutto. La Spagna oggi è democratica e aperta perchè arriva da millenni di storia in cui piano piano hanno raggiunto la libertà, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone. Noi invece, che appena 50 anni fa eravamo sotto dittatura pesante (mi pare di ricordare fosse una dittatura militare) non è che ci possiamo liberare così in fretta dell'essere servi nell'animo. Un popolo non può mica risorgere in breve tempo ed esplodere in una democrazia. Ci vogliono secoli e secoli.
O forse confondo i fatti? Dite che la Spagna non ha avuto l'ultima dittatura intorno al 1200? Mah, allora forse dovremmo farci dare delle ripetizioni.

Perchè gli spagnoli si e noi no?
Questa potrebbe essere una spiegazione:

“L’italiano medio è decaduto dal punto di vista della morale pubblica e dal punto di vista della morale privata, per cui ogni cosa va bene: se lo fa Berlusconi lo faccio anch’io, o viceversa, se lo faccio io, perché devo rimproverare Berlusconi?”, ha sentenziato De Rita, in un’intervista a La Nacion.

“La chiave è l’attrazione antropologica esercitata da Berlusconi, che ha un rapporto diretto con la gente, a cui piacerebbe somigliargli perché è ricco, perché conquista le donne, perché ha le ville, le automobili, tutto… Berlusconi è l’effetto di un’opinione di massa, non l’effetto di un’opinione pilotata”, ha aggiunto.


Però c'è anche un altro passaggio che sta ad un livello inferiore di ragionamento: appunto la frase che stamattina ho trovato in faccialibro.
Metto le mani avanti e dico subito che si, è vero, certamente faccialibro non è esattamente il genere di sito che attira persone geniali, però è anche vero che è uno strumento, e come tale si può usare bene o male. Statisticamente è sicuramente più probabile trovare gente terra terra che limita l'utilizzo della rete a mandare bacini e fare test, ma è anche possibile utilizzarlo con un minimo di intelligenza.

Il commento che ho trovato è di una persona che non conosco, quindi posso giudicarla solo ed esclusivamente in base a questo specifico commento, riferito appunto al video qui sopra:
"Ciao, posto anche a te lo stesso msg che ho inviato ieri ad un mio amico che aveva pubblicato il tuo stesso video:
Domanda seria (e ti assicuro che la mia non vuole essere una provocazione, ma si tratta di semplice curiosità):come mai se Berlusconi vuole portarsi delle ragazze a casa tutti lo criticano e gridano allo scandalo, ma se Vendola (il tuo governatore!), Pecoraro Scanio e Luxuria vanno a letto coi maschietti sono solo affari personali e non c'entrano nulla con la politica? Grazie"

Davanti a questo messaggio vedo solo due opzioni: ignorare una bestia di tanta stupidità augurandogli di estinguersi presto, oppure assecondare il sangue che sale alla testa.
Ad uno così io mi sento autorizzata a mettere le mani in faccia, e accompagnare ogni punto con una bella cinquina: prima per lo slogan implicito "meglio pappone che culattone". Seconda per il fatto che pretende di comparare due cose assolutamente diverse. Ma finchè uno nel suo privato fa sesso con qualcuno, che sia maschio, femmina, uomo, animale, lettera o testamento, che me ne frega?
A me interessa entrare nel merito quando un uomo politico si scopa le minorenni e questo nel mio stato è un reato, mi interessa nel momento in cui per fare i suoi festini stile narcotrafficante usa i miei soldi, quelli delle mie tasse, quelli che taglia alla mia istruzione e sanità e spende invece per comprare regali alle sue puttane e scorrazzare da una parte all'altra dell'Italia i suoi buffoni e i suoi ospiti a MIE spese, con beni dello stato. Mi interessa nel momento in cui in base al sei dentro/sei fuori delle sue feste vengono decise le sorti del mio paese, mi interessa nel momento in cui non solo ti devo pagare queste puttane ma poi le devo anche accettare in qualità di parlamentari. Non solo mi dici che te le sei fatto, che sono tue serve, ma capisco anche se sono brave o meno nell'arte della fellatio in base al ruolo che poi rivestono nel mio stato. Mi interessa nel momento in cui, da donna, vedo che essere intelligenti e preparate non serve a niente e relegate la donna al ruolo di puttana che si deve scopare uomini vecchi, laidi e atrocemente sottodotati come quelli fotografati in tali ville per avere un posto di lavoro. Mi interessa nel momento in cui in un fatto del genere vedo il degrado a 360 gradi. Vedo le famiglie che accompagnano le figlie come agnelli sacrificali sull'altare di questi mafiosi, vedo le facce gelose delle ragazzine nel guardare queste "privilegiate" come fosse una grande occasione nella vita, quando invece stanno solo prostituendosi come tante ragazze in strada. Con la differenza che la puttana di strada è piena di dignità ed è pulita. Queste ragazzine invece sono puttane nel corpo e soprattutto nell'anima. Il degrado lo vedo negli italiani che lo venerano perchè ha sdoganato tutto il peggio che ciscuno di noi forse avrebbe sempre voluto fare ma non ha mai avuto il coraggio di ammettere. Sta diventando una gara a chi cade più in basso.

Se prendiamo i risultati delle elezioni e la domanda di questo demente qui sopra mi chiedo solo come sia possibile essere così terribilmente stupidi da non avere un briciolo di spirito critico, di amor proprio, di dignità.
Mi chiedo perchè non posso insultare apertamente una persona del genere quando la sua sola esistenza, e soprattutto il suo avere i diritti di una persona cerebralmente normodotata, come quello al voto, influiscono poi così pesantemente sulla deriva morale, civile, politica e democratica di un intero paese.

Per me se uno lo vuole votare faccia pure. Pretenderei però che uno capisse prima cosa cazzo sta facendo. Insomma alla spagnola, basta sapere le cose prima. E capirle, soprattutto.  

sabato, 16 maggio 2009

Tempo fa scrissi questo post.
Oggi scopro, con un giorno di ritardo, che il fatto specifico cui mi riferivo è arrivato alla conclusione: assolti.

Ecco, avrei voluto vedere nei blog e siti delle femministe almeno due righe di scuse.
Invece non riportano neanche la notizia. Che bella così essere così maledettamente false nel proporre sempre e solo i fatti a favore della propria tesi.

Dal profondo del cuore un bel vaffanculo alle femministe che non capiscono che la donna NON è solo una patata e che finchè non si arriverà alla magica conclusione che l'uomo e la donna sono identici e differiscono appunto solo nelle parti genitali non si arriverà da nessuna parte.

E una domanda: quasi due anni di arresti domiciliari chi li restituirà ai due ragazzini?
postato da: Bassotuba75 alle ore 21:38 | link | commenti (18)
categorie:
sabato, 25 aprile 2009

Trovo un brano che dice esattamente quello che cercavo di scrivere nel post precedente, la differenza è che lui sapeva scrivere!

Gramsci, 1917. Pare parli proprio di noi:

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 febbraio 1917

Trovato qui.

postato da: Bassotuba75 alle ore 18:30 | link | commenti (14)
categorie: libri, giramento di maroni, citando qua e la
giovedì, 23 aprile 2009

Stamattina arrivo al suo post, lo leggo e decido di scrivergli un commento. Poi mi rendo conto che è troppo lungo e non riuscirei a dire quello che voglio senza sfracellargli gli zebedei. Allora torno qui e decido di scrivere.

Il ragionamento utilizzato nel
post prende come spunto quello che dice l'intervistato, che poi è l'autore del post che lessi qualche giorno fa qui. Già allora mi fece pensare ma non scrissi nulla.

Il ragionamento è che il signor di Girolamo afferma che non darà un euro per i terremotati e spiega che è un modo per bloccare la ruota all'italiana: lo stato non fa niente, ma tanto gli italiani-brava-gente intervengono in caso di sciagure e lo stato è nuovamente sollevato dai suoi impegni e tutto torna alla normalità. Strage dopo strage.

Adesso, per me davvero ciscuno può pensarla come meglio crede, e agire di conseguenza. Non è che chi ha dato un euro per il terremoto è "più bravo" di chi non ne ha dato, ma meno di chi ne ha dato 2.
Il punto non è qui. Il punto è segmentare i ragionamenti. E torno a Carlo Giuliani. E che c'entra Giuliani adesso col terremoto? mi si dirà. Come cosa c'entra? Il terremoto dell'Aquila è esattamente come la foto in cui un ragazzino ha in mano un estintore e lo sta per lanciare contro uno sbirro.
Se prendo quella foto e la faccio vedere a una persona normale e aggiungo che gli hanno sparato in testa, l'unica risposta possibile sarà "hanno fatto bene". E' normale. Perchè tu vedi un teppista, un matto che così dal nulla prende su un estintore e cerca di uccidere uno che non ha fatto nulla. Lo vedi? No, a dire il vero non vedi, perchè una foto è statica e non ti fa vedere il pregresso. Ma la mente umana riempie i vuoti e cerca sempre le possibilità statisticamente più probabili per riempire le lacune e dare senso a ciò che non capisce.
Se però a quella persona fai vedere tutto il filmato, così che possa vedere che la foto ripresa da dietro non fa risaltare la distanza reale fra Giuliani e il defender, cioè che era impossibile riuscisse a ferire qulcuno pur riuscendo a tirare l'estintore, se fai vedere che il suo lancio è la conseguenza e la difesa per un'offesa ricevuta, e cioè una carica con pestaggio senza motivo su gente autorizzata a fare quello che stava facendo (manifestare pacificamente) allora la persona ti dice "peccato non abbia fatto in tempo ad ammazzare lo sbirro". Ed è una risposta corretta.

Allora per poter valutare una qualunque cosa, e agire di conseguenza, non è possibile guardare solo l'ultimo fatto senza considerare che deriva da una serie di cause e motivazioni strettamente correlate e che si estendono per un lunghissimo arco di tempo.

All'Aquila c'è il terremoto, le case cadono e la gente muore. Quelli che sopravvivono non hanno più nulla. Io ho capito il ragionamento che fa di Girolamo, un euro di certo non ci cambia la vita, eppure lui sfida la gogna in pubblica piazza e dice "NO".
E' un gesto, una protesta. E messa così ha pienamente ragione. Se io cittadino intervengo sto "parando il culo" allo stato, quello che non c'è e spreca i soldi per fare le missioni di pace anzichè mettere in sicurezza le nostre strutture. Se interveniamo mossi dalla pietà forse conquisteremo una monetina per il paradiso, però ha ragione lui, ci saranno i fondi per risolvere, quindi la gente non si incazzerà, quindi non si mobiliterà, quindi non ci sarà nessuna sanguinosa rivoluzione, quindi lo stato riprenderà lento e flaccido a rifare tale e quale quello che ha sempre fatto.

Dissi la stessa cosa ai tempi della spazzatura a Napoli. Dissi basta aiuti, quando i napoletani saranno sommersi nella merda fino al 5° piano delle abitazioni e inizieranno a diffondersi malattie debellate 200 anni fa allora si incazzeranno e saranno la testa di una rivoluzione, e il problema sarà risolto una volta e per sempre. Invece se ogni volta mettiamo una toppa salviamo temporaneamente la situazione e la gente non si incazza. E secondo me la gente se non è incazzata non ottiene nulla. Le buone maniere non sono cose per noi. Forse sono pratiche adatte alle società civili, ma in Italia non serve a nulla chiedere "per favore".
Mi incazzai anche per i disastri creati duranti gli allagamenti della zona di Capoterra. Ma quello è il mio territorio, lo conosco e so di parlare con cognizione di causa. Dissi chiaramente che si, c'è stato il morto (o i morti, non ricordo) e per me erano cazzi loro. Anzi, per me dovevano anche risarcire la regione Sardegna per i pericoli e i casini che hanno combinato. Eh ma che bestia, mi si dirà.
Bestia un cazzo, rispondo. Io, con la mia onestà costruisco su terreno edificabile rispettando tutte le leggi e mi viene una casa grande come un loculo se non ho abbastanza mq di terreno. Questi hanno costruito come animali, su un terreno non edificabile (è una pozza di fango!), tirando su villette della madonna alla faccia delle leggi e dei pirla che come me le rispettano. Allora fai il furbo e ti cade la casa? Ben ti sta! E il giorno che crolla ti chiedo pure i danni che hai creato all'ambiente. Altro che aiuti!

Però, io che ho un senso della giustizia molto primitivo, penso che se tu Signor X sbagli, tu paghi. Il tutto senza neanche osare fiatare. Ma all'Aquila sono crollate strutture pubbliche, son crollate case consegnate da poco da imprese di costruzione. Personalmente non capisco nulla di cemento e armature e strutture antisismiche, però sento le varie persone (credo) competenti e mi dico "cazzo! questa gente è stata presa in giro, gli hanno dato case fatte di sputo. Le strutture pubbliche erano non a norma". Quindi mi trovo davanti a persone che senza colpa hanno perso tutto. Questo perchè lo stato, prima del terremoto, non ha fatto nulla per garantire la sicurezza ai cittadini che vivono in una terra a grande rischio sismico, dove quindi è prevedibile accada un terremoto, voglio dire non c'è stata l'invasione da parte degli elefanti.
Uno stato che non solo non interviene per sanare quello che c'è da sanare, eh no, ma aggiunge del suo. Condonando qualunque tipo di struttura, continuando a non applicare le leggi (esistenti) sull'edilizia e pretendere serietà delle imprese. Non facendo i controlli adeguati, usando sempre la solita politica del buonismo all'italiana.

Non so niente di terremoti, non sono esperta esattamente di niente. Ma pretendo di essere cintura nera in coerenza. Allora la legge dice che non si può costruire in terreno non edificabile? Ok, allora tu Signor X costruisci pure e vai contro le mie leggi. Ma deve essere garantito al 1000% che il giorno che appoggi l'ultima tegola della tua casa io vengo con le ruspe e butto giù tutto. Senza se e senza ma. Prima butto giù, poi se vuoi ti lamenti. Dopo, non prima. E così per ogni cosa. Costruisci un balcone? Via, ruspa. Troppo vicino al mare? Ruspa. Abitazione in terreno agricolo? Ruspa. Materiali non a norma? Ruspa.

Eh, la fai facile te, mi sento dire. La ruspa costa e anche il controllo e tutto il resto. Che soldi? Mi chiedo io. Tu cittadino costruendo dove non puoi mi stai creando un disagio e un disturbo, quindi paghi la ruspa che ti butta giù la casa più la multa. Paghi tu e chi ti ha periziato con un ok falso quella struttura. I soldi possono finire nelle casse del comune/regioni/stato. Comunque dove può finanziare che ne so...l'edilizia pubblica?
Non solo, ma la tua casa risulta costurita male? Con materiali scadenti? Tu cittadino preso in giro dall'azienda vai dal tuo amico stato che fa: chiudere per sempre quella impresa e la obbliga a restituirti i soldi spesi per la casa più la multa allo stato che è stato disturbato, più un risarcimento al cittadino.
Questa è insieme coerenza e fantascienza. Cioè a fare un ragionamento così semplice ci arriva anche un bimbo. Ma non lo stato. Come mai? Perchè entriamo nella fantascienza delle pratiche all'italiana. In cui più sei delinquente più soldi fai, più ne hai più politici compri, e più ne compri più le leggi ti agevolano, e anche quando non ti agevolano sai bene che in italia la legge punisce solo i morti di fame. Chi ha soldi sa perfettamente che resterà impunito.

Guardate il nostro amatissimo presidente com'è presente adesso in Abruzzo. Gli brillano gli occhi. Certo che si, è tutto da ricostruire e sai adesso quanti affari ci faranno lui e i suoi compagni di merdende? Lui e le sue new town. Nuove città e vecchie magagne. Quanti soldi della mafia verranno ripuliti? Quanti miliardi spariranno fra imprese e appalti e subappalti e appalti degli appalti? Quanti "compari" adesso avranno da lavorare? Via, si prendono anche i clandestini da Lampedusa, che fra poco avremmo bisogno di molta manodopera in nero.

Però c'è un però. Abbiamo perso il filo principale. La questione era l'euro. Lo do o non lo do? Ecco, la foto che inquadra Carlo Giuliani da dietro dice "no". Perchè Carlo Giuliani colpevole con un estintore in mano sono io cittadino che posso contribuire o meno alla politica all'italiana dell'aiuto e della misericordia, che mi pulisco la coscienza dando un euro e un giubbino vecchio e siamo tutti compari. Però all'estintore in mano come ci siamo arrivati?

L'esame di coscienza da fare è prima dell'euro. Io, che cittadino sono? Che senso civico ho? Io quando una cosa del mio Stato (qui maiuscolo) non funziona mi comporto da cittadino o da italiano? Io mi batto, mi informo, denuncio, smaschero? Oppure io sto zitto che non sono affari miei, e se c'è da rubacchiare perchè no? E gli operai che mi tirano su la casa sono in nero ma io non me ne accorgo, e so bene che tizio è un mafioso ma quando si candida anzichè andare a sporgere denuncia gli chiedo a umma umma se mi trova un lavoro? Eh? Che cittadino sono, io?
Perchè se io sono un Cittadino del mio Stato allora mi posso permettere di dire: no, ci pensi tu, perchè io pago le tasse, rilascio scontrini fiscali, assumo i miei dipendenti e rispetto i loro diritti, e io il furbo non lo faccio perchè vivo in uno Stato che rispetto e pretendo mi rispetti.
Oppure sono un cittadino italiano, e allora devo per forza correre in soccorso di chi non ce la fa. Perchè domani è sicuro avrò bisogno di aiuto anche io. Perchè so che i miei concittadini hanno creato scuole, strade, case, strutture pubbliche, leggi, ddl, informazione, ministeri, stato sociale, tutto quello che ti può venire in mente alla cazzo. Non c'è altro modo di dirlo. Alla cazzo. E in uno stato dove vige la legge della giungla, dove il potere è dato dal soldo, è normale si tenda a voler aiutare gli altri. Capiamoci, aiutare chi è un pezzente e merdoso come te. Se il terremoto fosse capitato a Montecitorio o Città del Vaticano sarei già corsa li a buttare terra SOPRA gli eventuali superstiti.

Quindi va bene. Non dare l'euro è una forma di protesta. Serve per non favorire questa politica all'italiana. Ma prima del terremoto, prima di una qualunque catastrofe dove era il nostro "essere cittadini"? dove erano le nostre lotte? dov'era il nostro opporci a ogni piccolo sopruso fatto da chi detiene il potere? dov'era il nostro ragionare sui fatti della politica ignorando il grande fratello?
Dove eravamo prima del terremoto in Abruzzo?

E dove saremo quando i terremotati ci avranno rotto i coglioni e non faranno più audience?
Saremo dal dentista a dire che se ci fa lo sconto va bene senza fattura, saremmo in un negozio di cinesi fregandocene dei diritti della manodopera (su suolo italiano), saremmo dal vigile urbano con un presente per la sua signora  "previa sparizione della multa", saremo presi a chiedere contributi alla Comunità Europea per aprire un'attività facendoci gonfiare le fatture per crearci i nostri piccoli fondi neri, saremo seduti davanti ad un politico a promettere voti in cambio di un posto di lavoro per quel caro nipote. Staremo facendo la conta per cosa dichiarare nei redditi, una cosa si e tre no. Staremo stilando documenti atti a mettrela nel culo sempre e comunque a chi è un pizzico più pezzente di noi. Saremo co.co.pro che si cacano addosso a chiedere spiegazioni dopo 15 anni di rinnovi, per paura che il padrone si arrabbi e ci mandi a casa. Ci staremo lamentando contro gli stranieri che ci rubano il lavoro e non con i nostri sindacati che firmano accordi di CCNL da far tremare gli schiavi del cotone. A dire "governo ladro" se piove ma poi zitti quando Silvio apre bocca, senza vedere che son 30 anni che ci ruba i soldi di tasca.

Ecco, saremo sempre li, a fare gli italiani. Hanno ragione gli stranieri. Siamo pizza e mandolino. E mafia. Nessuno escluso.  

Il disclaimer del post lo metto alla fine: non è un'accusa per chi da o non da. Non esprimo giudizi per chi vorrebbe ma non può, per chi può ma non vuole, per chi può e vuole per chi...insomma mettete insieme tutte le combinazioni.

postato da: Bassotuba75 alle ore 14:47 | link | commenti (14)
categorie: elezioni 2008, giramento di maroni, nanus maleficus
giovedì, 16 aprile 2009

Programmi per il ponte di pasqua:

Bassotuba, l'orfanella, sa di dover passare ben quattro giorni di ferie forzate da sola a Bologna. Tutti partono per una mini vacanza o per raggiungere i parenti. Lei, con le chicchissime "pezze ar culo", sta a casa. Unico superstite un amico che le propone grandi bevute serali e una gitarella a Venezia per il lunedì.
Adesso, lei che ha una laurea conseguita con il massimo dei voti in "Adattologia applicata" pensa vada benissimo. E ci mette il suo tocco finale: riesumare la bici da nonno dal garage, sistemarla e girottare per il suo nuovo quartiere, così da imparare tutte le viuzze e smettere di esclamare come una stupida "oh ma dai, guarda dove sbuca!" ogni volta che cambia percorso.

Adesso, considerando il fattore X (sfiga) poteva andare tutto così? Naaa
Reale ponte di pasqua:

Bassotuba torna a casa giovedi sera, con la testa grande come una mongolfiera e la prima tappa della via crucis è la coinquilina che le parla con voce volutamente strozzata, a voler suggerire che il concetto la tocca parecchio e potrebbe anche anche mettersi a piangere. Bassotuba, che si sa essere stronza fino al midollo, adora la coerenza, e se la fai grossa poi non ti presenti con il tono di un duenne a fare la vittima. Perchè se prima il sangue pompava nervoso adesso il cervello ordina ai muscoli "vai, attacca! Mani in faccia!". Ecco. Giusto per chiarire.
Quindi si sorbisce la lagna e con voce volutamente scocciata risponde: senti, mi stai attaccando un pippone atroce. Di robe che non c'entrano una mazza. Non ci siamo capiti: chiudimi quella cazzo di porta di ingresso.
La parentesi sarebbe che la coinquilina è talmente demente che mercoledi sera torna a casa e non s'accorge di non aver chiuso la porta di ingresso. Dico va bene, una volta la distrazione ci può stare. Stai attenta. Il giovedi mattina alzandosi Bassotuba scopre di aver dormito per 1 ora e mezza con la porta di ingresso spalancata. Le mancava un neon luminoso sul letto che segnalava: dormo, non sento, sgozzami pure. La coinquilina, con gravissimi deficit nel pollice opponibile, e altrettanti a livello mentale esce di casa alle 6.30 del mattino e non si "accorge" di aver lasciato la porta spalancata. Ah...pensa a volte il caso. E pensa, la stessa cosa in meno di 24 ore. Parte sms di primo mattino. La sera appunto ecco arrivare puntuale il pippone. E' mortificata, dice, però se fosse capitato a me non si sarebbe mai permessa di scrivermi che forse lo faccio apposta. Le spiego gentilmente che una distrazione ci può stare, il bonus era quello della sera prima, rifare esattamente la stessa cosa il mattino dopo può avere solo due spiegazioni: o sei una menefreghista totale, e non ti fa onore, oppure lo fai per dispetto, e in questo caso ti ricordo che l'asilo è finito da un pezzo. Dopodichè si era già mortificata la sera prima, e poi adesso. Faccio notare che di mortificazione ne ho il frigo pieno e piuttosto che mortificarsi ogni 10 minuti per poi rifare esattamente la stessa cosa è pregata di fare solo una cosa: chiudere la porta. Ah...che concetto difficile!

Da venerdì Bassotuba non riesce neanche a finire la frase "finalmente sola per una sett..." che le tonsille esplonodo come due pop corn grandezza melone. In pratica ho passato 4 giorni in gita da una camera all'altra a fare grandi bevute...di acqua, per mandare giù antibiotici. Mi son goduta il silenzio, questo si. Ho letto un libro che mi è piaciuto tanto, che poi sarebbe questo, mi son mangiata un uovo di pasqua intero, fatto scorta di coccole con il miciogatto, e perso definitivamente l'uso del braccio destro.
Se fino a pasqua avevo serissimi problemi solo alla mano adesso il braccio è fottuto fino al gomito. Che voglio dire, già mi dava noia il fatto di avere nella mano destra la forza di una morta. Era già abbastanza preventivare la brutta figura ad ogni presentazione, che sai di mettere in mano all'altra persona una manina da fighetta schifiltosa, che non sa stringere neanche un po'. E la testa che non registra più i nomi degli altri, non perchè stai pensando a dire il tuo, ma perchè stai mettendo tutto il tuo impegno a pensare "stringi la mano cazzo, anche se fa male, stringi".  Ecco, bei tempi la fighetta schifiltosa. Adesso ho un braccio con due sole posizioni: o è dritto o è piegato. Per passare da una posizione all'altra lo devi tenere, bestemmiare dal dolore e concentrarti guardandolo affinchè risponda ai comandi della testa. Braccio destro naturalmente, ed io non sono mancina.

Però poi oggi torni al lavoro e trovi una notizia come questa, che fa sorridere si, e ti fa sentire finalmente meno sola. Italiani! Pensavamo di essere il popolo più arretrato d'europa, sotto il potere di uomini perfettamente inutili, con un papacazzinger che spara fregnacce ogni cinque minuti. Beh, sappiate che abbiamo perso anche questo primato: il Mongolino d'oro per il mese di Aprile va a Michal Grzes, consigliere della città di Poznan nella Polonia occidentale. Costui afferma che...siore e siori tenetevi forte: un elefante gay è scandaloso. Olè. Questo, secondo me, ha studiato con Silviolo, e farà strada. Forse non in Polonia, ma in Italia una sedia da ministro non gliela leva nessuno.

giovedì, 09 aprile 2009

Ieri sera son stata alla riunione di un'associazione cui appartengo da qualche mese e ho scoperto svariate cose interessanti.

La prima è che si sta organizzando la trasferta per raggiungere il pride di Genova. L'impegno è quello di riuscire ad occupare un intero pullman, in modo tale da appoggiarci al Cassero ma facendo le cose per bene.
Che per dire, l'organizzazione prevede partenza da Bologna, corteo e poi serata alle varie feste...cioè si torna comunque il mattino dopo. Sorvolo sulle battute sentite circa quello che si potrebbe fare all'autista affinchè ci aspetti.
E dire che Genova è una di quelle città che mi incuriosiscono molto, quindi andare e tornare così di fretta mi scoccia un po'. Insomma il 27 giugno (ma poi l'anniversario non era il 28?) ci sarà tanto tanto caldo e una città sul mare chissà quanto può offrire.
Dall'altra parte ormai il cervello associa questa città alla crudeltà, alle macellerie messicane e cose del genere.
Non certo per colpa di Genova o dei suoi abitanti. Solo per le molte (troppe) cose lette circa il G8 avvenuto lì. E visto che sbagliare è umano e perseverare è diabolico io, da buona santa, adesso sono impegnata con
ACAB, che dedica un racconto proprio ai fatti avvenuti al G8 di Genova, ma raccontato dalla parte degli sbirri...ohmadonnasantissima!

Comunque il pride servirà anche a restituirmi l'immagine sana e pulita di una città che tutti mi indicano come bella, solare e con un ottimo fermento culturale e ricreativo.
Insomma, io su quel pullman ci sarò, quest'anno con una bandiera diversa rispetto a quella dell'anno passato ma tant'è...

La cosa più interessante l'ho scoperta quando siamo stati informati su quelle che saranno le richieste da rivolgere al nuovo sindaco circa i diritti lgbt.
Insomma che questa fosse una città aperta e civile lo sapevo da tempo. Ma non sapevo che molte, ottime, iniziative fossero bolognesi di nascita.

A partire dal lontano 1982 in cui il Comune di Bologna per la prima volta in Italia, assegna una sede pubblica ad un collettivo omosessuale da cui nasce il Cassero. Già nel 1999 gli uffici anagrafici rilasciano a richiesta un Attestato che riconosce lo stato di "Famiglia affettiva". Iniziativa adottata negli anni passati anche da altri Comuni, fra cui Padova. Il regolamento per gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica prevede per le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, la partecipazione alle graduatorie per l'assegnazione di alloggi con lo stesso punteggio di una coppia sposata. La commemorazione delle vittime omosessuali del nazifascismo, presso il monumento (un triangolo in marmo rosa) posto nei giardini di Villa Cassarini a Porta Saragozza, è inclusa fra le celebrazioni istituzionali della Giornata della Memoria (27 gennaio) e della Festa della Liberazione (25 aprile). Si arriva a chiedere al Parlamento l'istituzione ufficiale il 17 maggio come Giornata contro l'omofobia. Dal 2006 Bologna concede i cosidetti "prestiti sull'onore" anche a coppie gay e lesbiche che convivano o che decidano di dare inizio ad una convivenza.
Il Comune contribuisce economicamente al Gender Bender Festival. Dal 2007 esiste il Progetto Artemide- riduzione del danno per la prostituzione, affidato al Mit (Movimento indentità Transessuale). Al Mit sono anche assegnati tre miniappartamenti  da utilizzare come case alloggio per emergenze abitative temporanee per transessuali.
Presso l'ufficio Politiche per le Differenze esiste il "Servizio lgbt", servizio per il superamento delle persone lgbt. E per finire anche sul sito ufficiale del Comune di Bologna esiste tutto un settore dedicato alle iniziative per lgbt.

Insomma, forse tutto questo lo ignoravo solo io e arrivo tardi ma che dire...brava Bologna!

martedì, 07 aprile 2009

Questo è un post double face.

Partiamo dal lato buono: il fine settimana.
La bella Curlyz è arrivata a Bologna venerdi sera. E da lì nulla è stato più come prima. Intanto non so se dividiamo la sfiga di attirare i pazzi o se ha solo assistito ad una mia performance ma abbiamo comunque fatto conquiste degne di nota: il primo pazzo l'abbiamo trovato dopo neanche due minuti che eravamo insieme. Ma poverino, appena arrivato da Modena voleva fare amicizia. Bello come un sacco di differenziata -umido per la precisione, insistente come un testimone di Geova e galante come un suino che si rotola nel fango, voleva per forza lasciarci il suo numero.
Non fosse che mentre cerco di far manovra per uscire il prima possibile dal posteggio appoggia il suo biglietto da visita al vetro e possiamo scorgere l'impossibile: il suo numero è: 800 eccetera eccetera. Peccato facesse così paura, altrimenti potevamo dirgli che ci può trovare all'144 eccetera eccetera.
Sarà una serata di chiacchiere fitte, di molto alcool e tante risate. Interrotte ogni tanto da qualche impavido principe azzurro caduto da cavallo. Uno che non crede assolutamente che io studi ingegneria, solo perchè non conosco il suo negozio di pizze al taglio (e ancora oggi non ne capisco il nesso). Un altro che insiste a non capire perchè le donne ad una certa età si facciano prendere dal panico per il tempo che passa e dalla voglia di fare figli. Gli spiegheremo con molta calma che il ciclo ovarico ha un'inizio e una fine, e se hai 40 anni non puoi certo rimandare una maternità per altri 30 anni. Eh ma perchè sta fretta? Continua a chiedere, nonostante la risposta sia sempre la stessa. In pratica le mie ovaje, nonostante siano già di una certa età hanno un Q.I. molto più elevato di lui, nonostante sia così giovane. Che son sempre soddisfazioni, eh.

Il sabato destinazione Parma, ad incontrare un gruppo(ne) di gente a me quasi totalmente sconosciuto. Fortuna mi hanno rateizzato le presentazioni, così si aveva un po' di tempo per incamerare qualche informazione su tutti. E ho anche imparato la strada fra il centro di Parma e la stazione. Non mi frega più nessuno! Per essere certi che la imparassi l'abbiamo ripetuta per tutto il pomeriggio!

Non ho ancora capito quanto influisca la variabile blog, forse proprio poco, o forse chi ama esorcizzare le cose per iscritto impara anche a guardare il mondo e le persone in un altro modo. Non lo so. Sta di fatto che la curiosità che provo per le persone è pari almeno alla paura che ho di loro.
E invece è uno di quei casi in cui è palese che fra alcuni di loro esistono amicizie o conoscenze molto più vecchie e profonde, ma non registri nessun gesto o parola che ti fanno sentire "diversa". Ho notato invece molta schiettezza, che a me garba tanto.
Un fine settimana speso più che bene insomma, in cui ho imparato moltissime cose: come una parola possa impressionare così tanto da rimbalzare per ben due giorni, come ci si possa sentire assediati dai biglietti da 10 euro, in una specie di aggressione monetaria, di come un libro possa catalizzare l'attenzione di una intera tavolata e dare vita a certi commenti con fantasia da 10 e lode, di come si possano inventare nuovi utilizzi per una piantina.

E adesso c'è il rovescio della medaglia:
sono una persona calma e pacata. Nella vita chiedo solo una cosa: non mi si rompano i coglioni. E' così facile. Tu non cerchi me e io manco ti vedo. Invece c'è qualcuno, leggendo adesso capirai che sto parlando proprio con te, che non ha di meglio da fare che basare la propria vita su di me.
Adesso, a me spiace che tu non abbia un cazzo da fare. Davvero. Passare dei mesi a scrivere post su di me è davvero patetico, oltre che avermi bellamente sfracellato i maroni.
Soprattutto quando quello che scrivi sono bugie dall'inizio alla fine. Ma vedi, a me che tu parli male di me con cose inventate diciamo che potrebbe anche non interessarmi. Del resto, hai la stessa importanza di un vasetto di niente.
Mi spiace solo che tu sia malata al cervello. Gravemente. Tu dovresti vedere uno specialista bravo. Perchè inventarsi un personaggio tanto da fargli aprire account in splinder, in msn, scrivere con altri e cercare foto in internet per dare credibilità al personaggio è una roba da matti. Ma di quelli veri. Di quelli che poi una sera prendono un coltello e fanno a pezzi i vicini.
Quello che mi devasta totalmente in questa cosa è il tuo dare per scontata la tua furbizia, cioè ti credi una faina. Invece sei peggio di un ghiro morto. Nel senso: chi eri e cosa stavi cercando di fare era palese dopo circa 10 minuti che ti sei presentata/o. Non sei furba, davvero. E tieni conto che io non sono particolarmente intelligente. Quindi se non freghi me, ciccia dè zia, mettiti l’animo in pace che non freghi nessuno.
Unico dato oggettivo è che  tu stai male, e fai una pena infinita. A me i matti piacciono, davvero. Ma tu sei una di quelle pericolose.
Ti svelo però un segreto: internet non è un posto liquido e incostistente come il tuo cervello. E' preciso come un cucù e ragiona secondo indirizzi. Ecco. Ti faccio una domanda facile facile, segui il labiale: com'è che tu, l'uomo che mi ha contattato, gli anonimi e i tuoi "nuovi" amichetti di blog che ti imboccano i commenti hanno tutti account nuovi e profili drasticamente identici? Insomma il "modo" di scrivere è abbastanza indicativo. Oltre che passare tutti per il tuo ip. Misteri di internet...

Non mi importa nemmeno augurarti il male, sappi solo che le maledizioni che mi mandi nei tuoi post e commenti ti torneranno indietro, moltiplicate per mille.
E se credi di avere ragione è così facile, l’avevo già proposta, che le cose semplici vengono bene: palesati. Tu e l’amico immaginario che hai. E ne discutiamo, e anziché nasconderti dietro un pc dimmele in faccia le cose che pensi. Sappi però che possiedo due mani. Vedi, un mondo di bugie crolla come niente.
E poi mi sono già abbassata troppo a scrivere ste due righe. Che a me ste litigate da mercato rionale non mi garbano. Fosse per me verrei a bussare alla tua porta, ti darei una testata in pieno naso e me ne andrei: semplice, lineare. Solo che vivi troppo lontano. Allora fai una cosa va, picchiati da parte mia, che io ho di meglio da fare.
Con l’augurio che torni nel nulla che ti ha sempre contraddistinto.

postato da: Bassotuba75 alle ore 10:50 | link | commenti (16)
categorie: me , giramento di maroni, bassotrip, pianeta blogghe
lunedì, 23 marzo 2009

E' da un sacco di tempo che non parlo con te. A voce alta intendo, nella testa affiori circa mille volte al giorno. Soprattutto quest'ultimo mese che mi ha visto correre come una trottola impazzita per la città. Cercare di affittare l'appartamento vecchio, mettersi d'accordo con padroni e nuovi inquilini, organizzare un trasloco e portare tutto qui, nella casa nuova.
La cosa che mi piacerebbe di più al mondo sarebbe venire a prenderti, aiutarti a fare le tre rampe di scale a piedi, scusa ma qui non c'è l'ascensore, e nel frattempo che saliamo farti un quadretto della mia palazzina. Intanto ti direi che adoro proprio lo stabile: è una Bologna antica e popolare, come piace a me. Ci senti la fatica di chi lavora, e poi guarda, tutto intorno c'è un piccolo giardino, fatto proprio come quelli delle case operaie in cui hai vissuto. Lo sai, vero, che il cortile con la "baracca" mi fa sempre rallentare il passo e sorridere?
A
l primo piano c'è una signora matta, si siede sull'uscio della porta e parla da sola. Non si può salutare. Tu arrivi bella contenta e dici Buongiorno, ma lei -come una bimba timida- si stizzisce e si rintana in casa. Crede forse di essere trasparente e il tuo saluto le fa notare che "esiste". Allora bisogna imparare a non disturbarla salutandola. Si fa solo un sorriso complice alla sua badante e la matta è libera di guardarti curiosa come una bambina. E impari anche che a volte il rispetto si basa sul ribaltamento delle convenzioni. Al piano di sopra ci sono due signori. Una coppia, mi hanno detto. Ma io finora ne ho visto solo uno, e sorride sempre.
Proprio affianco a me ci son due ragazze, non ho capito se sono amiche o madre e figlia. Comunque entrambe molto giovani. Quella che potrebbe essere la madre si alza prestissimo e ogni giorno dà un colpetto di tosse prima di iniziare a scendere le scale. Arrivano da una terra lontana, hanno larghi sorrisi e una bandiera scolorita della pace che il vento fa attorcigliare intorno alla ringhiera del balcone.

Dentro casa mia sono sicura saresti l'unica a capire di cosa è composta.
Certo al primo sguardo noteresti forse le classiche cose: muri, mobili, finestre. Forse si potrebbe dare un'opinione sulla scelta dei colori, sullo stile, sulla disposizione delle cose. Eppure questa casa, per me, è fatta di riscatto, di speranze, di aspettative.
Lo sai quanto mi costava vivere con chi non ho scelto ma mi capitava intorno causa forza maggiore. Ritrovarmi seduta a cena e dover sentire valanghe di parole cretine basate su preconcetti schifosi. Ho dovuto sentire discorsi atroci, a volte infervorandomi per far ragionare l'interlocutore, a volte spegnendo del tutto il sistema uditivo. Nella mia cucina avevano trovato condanna tutti gli stranieri, che in quanto tali son bastardi e devono morire. Si utilizzava una mimica schifata per descrivere l'abominevole vita dei froci, assolutamente contro natura. Si facevano lunghe discussioni sui personaggi del grande fratello e feroci critiche all'abbigliamento delle conduttrici. Mai visto in giro per casa un libro o un semplice quotidiano. Le notizie sono quelle che ci da il tg5, e gli approfondimenti si trovano in quei classici giornaletti settimanali dove viene sviscerata tutta la vita dei vip. Ah beh...

Ecco, qui sono sola. E non è solo una questione di spazi. E' un concetto. E' la possibilità di fare pulizia nella tua vita. Questa porta non è solo l'ingresso. Sono io. Qui dentro, nella mia vita, non c'è più spazio per certe persone. Sarò sterile, o sbagliata, pazienza. Con me devo convivere per sempre, con gli altri no. Allora tanto vale che impari a conoscere le mie necessità e le assecondi.
Vedi, io qui dentro vedo muoversi solo quelle persone che voglio vivere. Chi non mi da niente, non mi fa crescere, non ci fa nulla dentro casa mia. Ti sembro forse troppo drastica. E detto così può sembrare. Ma se con certe persone non ci si trova perchè innervosirsi? Stai nel tuo e io sto nel mio. Ci ignoriamo e va bene così. No? Potrò avere un luogo in cui il mio concetto di vita non deve per forza stare chiuso dentro la testa, o portare a litigi sterili. Posso invece circondarmi solo delle persone che amo e che ammiro per come ragionano e per come vivono.

Ho già iniziato, sai? Ecco, intanto tutto l'Amba Aradam di questo mese mi ha anche dato conferma dell'idea che già avevo delle persone. Alcune le ho sentite terribilmente vicine. E non parlo di aiuto fisico, quanto di "cure", che possono essere una telefonata, un aiuto fisico, un consiglio, qualunque cosa insomma. Ma che ti fanno sentire "voluta bene". 
Ho scoperto che senza questa scimmia di negatività addosso sono più rilassata e viene meglio focalizzarmi sulle cose importanti. Mi godo i miei momenti e mi pare tutto possibile. 

Ti faccio un esempio stupido: l'altra settimana mi hanno mandato a fare un corso a Milano. Le solite fregnacce. Argomento certo interessante eh, per carità. Ma comprimere in due giorni psicologia, sociologia e antropologia capisci bene che rende tutto molto molto superficiale. Ho anche scoperto una cosa abbastanza devastante sul mio modo di "comunicare" ma adesso non è importante. L'importante è che io ero stanca come un mulo da soma, ma dentro avevo -e ho- quella spinta che non sai neanche da dove arriva. Mi sono goduta la serata con il mio Grillo Parlante, sempre per seguire la linea del ci tengo e quindi ci si vede come e quanto si può, e una serata di chiacchiere ti carica. Perchè capisci che non sei sola a pensarla in certi modi, perchè torni a casa con un sacchetto pieno di spunti, con l'umore di una tacca più positivo. 
E' stato sul treno di ritorno che è successa una cosa. Mi hanno telefonato, una di quelle persone che continuo a dire che voglio resti nella mia vita. E' in un brutto periodo e ho detto nel modo più semplice possibile quello che sento davvero. Io. Che a me certe parole non me le cavi di bocca neanche con le pinze. Io che sono così impaurita del mio lato affettivo ho detto quello che gli altri sanno tirare fuori senza sforzo.  

Ecco, mi piacerebbe portarti qui, farti notare come questo sorriso ebete mi sale dritto dalla pancia senza preavviso, ridere del fatto che son talmente agitata che racconto mettendo insieme mille cose, e chiederti, ancora una volta, se sto facendo bene. Che dici? Sarai almeno un po' orgogliosa di me? Quanto mi piacerebbe un sorriso. Uno solo.

postato da: Bassotuba75 alle ore 10:47 | link | commenti (13)
categorie: me
mercoledì, 04 marzo 2009

Fuggi nella tua solitudine, amico mio! Ti vedo stordito dallo schiamazzo dei grandi uomini e punzecchiato dai pungiglioni dei piccoli uomini.
Il bosco e la roccia sanno tacere dignitosamente con te. Sii di nuovo simile all'albero da te prediletto, pieno di rami: qiueto e intento all'ascolto, sta sospeso sul mare.
Dove finisce la solitudine, comincia il mercato; e dove comincia il mercato, comincia anche lo schiamazzo dei grandi uomini di spettacolo e il ronzio delle mosche velenose.
Anche le cose migliori non contano niente nel mondo, se non c'è qualcuno che le mette in scena: grandi uomini chiama il popolo questi commdianti.
La gente coglie a malapena la grandezza; cioè: la creazione. Ma ha sensibilità per tutti i commedianti e gli attori di grandi rappresentazoni.*

Succede che da due giorni sto chiusa tutto il giorno in una casa vuota e silenziosa. Una casa in cui non ci sono che io ad aggirarmi per le sue stanze. Senza neanche la corrente elettrica per portare una voce umana dentro questi muri.
Da due giorni dalle finestre entra del gran vento freddo e un cielo grigio e triste fa cadere una pioggerellina fitta. C'è silenzio e sento l'acqua che si schianta su un balcone abbandonato.

Succede che la vedo finita, questa casa. Posso anticipare il colore che assumerà la cucina quando il sole dovrà filtrare attraverso la stoffa rossa. Posso prevedere le mosse che dovrò effettuare per schivare gli angoli dei mobili, cosa vedrò riflesso nel vetro di un quadro. La vita che potrò vivere finalmente da sola. Non era la solitudine che volevi? Il silenzio? Avere intorno solo chi dici tu? Non avere più niente a che fare con persone che con la loro miseria d'animo riescono a sporcare il bello che c'è?

Succede che mi fermo stanca a mangiare il mio panino, mentre il mondo là fuori ha riniziato da qualche ora il lavoro pomeridiano. E vedo questa casa da un'altra altezza. Seduta per terra scopri molte cose. Primo fra tutti che è quella l'altezza mentale da cui continui a guardare il mondo. Che io ad essere adulta, proprio
non ci riesco. Mi ricordo cosa pensavo quando un metro era la mia altezza reale. Perchè è stato appena ieri che guardavo gli adulti dal basso e pensavo a quando sarei stata grande e avrei fatto, detto, sarei stata come, non avrei mai sopportato di.

E invece un giorno ti svegli grande e vedi che non è andata proprio come pensavi. Che hai dovuto percorrere curve non previste, sicura del fatto che la deviazione avrebbe richiesto un tempo maggiore ma saresti comunque arrivata a destinazione. E invece no. Se ti fermi e guardi oltre vedi la strada che volevi percorrere, ma corre parallela alla tua senza nessun collegamento. E vedi che ci sono persone che la stanno vivendo. La tua. E allora ti rialzi, butti via la carta del panino e risali sulla scala pensando ai percorsi fatti, in quale punto hai sbagliato e hai imboccato definitivamente la direzione sbagliata, se ci può essere modo di recuperare, se esiste da qualche parte un piccolo ponticello di legno da attraversare.

Dalla finestra del salotto vedi tua vicina di casa. Una piccola vecchietta che in vestaglia attraversa il vialetto di casa e riempie un piattino di cibo. Poi scompare. Dopo pochi minuti appare il gatto randagio grigio e bianco, si avvicina circospetto e svuota il piattino che la vecchietta recupera a fine mattina. Mi chiedo se conosca gli orari del micio o se spii dalla finestra le sue mosse.
Da dietro un vetro. A guardare la vita d'altri. Dà il suo contributo all'esistenza di un gatto che forse non conosce neanche il suo odore.

La risposta è no. Non c'è modo di correggere la strada sbagliata. Si dovrebbe capire quale bivio è stato fatale e tornare lì. Si può? Non si può.

*Così parlò Zarathustra - Nietzsche

postato da: Bassotuba75 alle ore 23:12 | link | commenti (14)
categorie: libri, me , paranoia in gocce
Template by splinder.com